Obiettivi

Il virus della malattia Gumboro (IBDV) e il virus della malattia di Newcastle (NDV) sono causa di patologie del pollame con significative ricadute economiche per i paesi del Mediterraneo.

I vaccini sono considerati il sistema di intervento più efficace per prevenire il diffondersi di queste infezioni. I vaccini veterinari tradizionali, che si basano sull’impiego di agenti patogeni inattivati o attenuati, non sempre sono efficaci o possono essere occasionalmente associati a reazioni indesiderate. Per superare questi problemi, i ricercatori stanno tentando di mettere a punto vaccini basati solo su parti immunogene degli agenti patogeni (antigeni), i cosiddetti vaccini a subunità.

Lo scopo di AVIAMED è quello di utilizzare le piante come “biofabbrica” per produrre vaccini e saggi diagnostici innovativi per il pollame basati su antigeni dei virus IBDV e NDV fortificati nelle loro proprietà immunogeniche intrinseche mediante la fusione a componenti immuno-potenzianti.

Perché le piante come “biofabbrica”?

Nei vaccini a subunità che stanno affacciandosi sul mercato, le subunità antigeniche utilizzate vengono prodotte nella loro versione “ricombinante” in cellule batteriche, di lievito, o animali. Questo significa che le sequenze di DNA codificanti tali antigeni sono inserite in queste cellule (“ospite”) dove, grazie all’ universalità del codice genetico, vengono tradotte in proteine (“espresse”, nel gergo delle biotecnologie). Con questo approccio l’ospite diventa una “biofabbrica”.

Le piante sono considerate una valida alternativa agli “ospiti” utilizzati tradizionalmente per la produzione di proteine ricombinanti di interesse biofarmaceutico. Se la sequenza di DNA codificante la proteina viene inserita nel genoma della pianta, può essere trasmessa alla progenie e la proteina viene costantemente sintetizzata dalle cellule vegetali (espressione stabile). In alternativa, è possibile ottenere piante “biofabbrica” utilizzando metodi in cui il DNA non viene trasmesso alla progenie e la proteina viene prodotta solo temporaneamente nei tessuti vegetali (espressione transiente).

L’impiego delle piante “biofabbrica” proposto da AVIAMED potrebbe contribuire a: i) semplificare e velocizzare la produzione su larga scala degli antigeni riducendo i costi; ii) semplificare le procedure di purificazione; iii) ottenere vaccini più sicuri ed efficaci; iv) sviluppare vaccini e/o strumenti diagnostici a basso costo e di pronto uso in grado di distinguere gli animali infetti da quelli vaccinati (DIVA) in programmi di sorveglianza e nel commercio internazionale di pollame e di prodotti avicoli.